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Questo argomento contiene 7 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da Eleonora Grillo 13 anni, 1 mese fa.
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Marina MeleSolitudine significa semplicemente completezza. Tu sei intero;
non c’è alcun bisogno di nessuno altro per completarti.
Così cerca di trovare il tuo centro più interiore
dove sei sempre solo, dove sei sempre
stato solo.
Nella vita, nella morte,
dovunque tu sia, sarai solo.
Ma è così pieno! Non è vuoto; è così
pieno e completo e così traboccante di tutti i succhi
della vita, di tutte le bellezze e le benedizioni dell’esistenza,
che una volta che hai assaggiato la tua solitudine,
il dolore nel cuore scomparirà.
Al suo posto ci sarà un nuovo ritmo
di incredibile dolcezza, pace, gioia, beatitudine.Osho
Eleonora GrilloCari amici, secondo me il vivere “qui ed ora” non è sempre auspicabile. Mi rendo perfettamente conto che qui scatta il mio personale automatismo di Quattro, ma ci sono tante circostanze della vita in cui trovare rifugio in “mondi paralleli”- come capita ai Quattro ed ai Cinque- può essere bello ed anche utile. Tutto sta nel tenere un po’ sotto controllo questa tendenza e fare in modo che non assorba tutta la nostra vita. Per non restare troppo sul generico, posso dire che la mia esperienza di adozione, avvenuta all’età di 45 anni e senza avere altri figli, per me ha avuto il significato di farmi uscire dal mio piccolo mondo di Quatttro, fatto di selezionati interessi culturali, poche amicizie, molte letture, molto tempo libero e molto “rimugiunare” in solitudine e farmi entrare nel mondo “dove vivono gli altri”, fatto di molte esigenze pratiche, più relazioni con bambini e adulti, molta fatica per far conciliare tutti gli impegni e poco spazio per me. Si può dire che l’adozione mi abbia costretto a vivere nel “qui ed ora” e questo è senz’altro un arricchimento, per un tipo come me. Ma dopo un po’ di tempo che cosa è successo? Forse quello che capita anche alle altre mamme. Ho cominciato a pensare “dove sono io?” e a provare nostalgia per i miei momenti in solitudine, i miei interessi culturali i miei “mondi paralleli”. Quindi ho fatto in modo di ricavare qualche spazio nella mia vita che fosse dedicato solo a questo e ho riportato un po’ di equilibrio nella mia vita.
Detto questo, mi sento di essere abbastanza ottimista, circa le nostre possibilità di poter ottenere una migliore qualità della vita. Certo è molto difficile lavorare su di sè e vedere i propri limiti. Qualcuno diceva qui nel Forum che certe Ferite, come l’arroganza intellettuale per un Cinque di successo, sono davvero difficili da identificare per l’interessato. Credo che sia vero. E’ senz’altro più semplice vedere una Ferita che ci fa soffrire, perchè si è spinti a trovare una soluzione al problema.
Un caro saluto a tutti,
Carla
Marina MeleOkkei. Quale sarà la parola magica????Perchè IO ci vorrò certamente essere…..
A parte questo ho trascritto quanto Osho afferma perchè, seppur spiegato molto bene è quanto io sento dentro come tensione…cioè sento che tendo verso questo concetto…non è facile ma anche in questi giorni, nel mio piccolo, ho fatto un sacco di cose diverse, riflettendoci e ascoltando quello che arrivava da dentro, che in passato non avrei fatto e sono quasi tutte in sintonia con quanto qui sopra trascritto.
Nella prossima vita vorrei essere una ottima cuoca, come mia nonna materna…vivere al caldo, vicino al mare nel quale immergermi ogni giorno, correre sulla spiaggia, danzare nelle ombre del fuoco notturno …..ma quasi quasi ci penso già adesso….intanto sto cucinando uno spezzatino secondo una nuova ricetta più o meno inventata….se più tardi o domani ci sono vuol dire che non sono morta per il cibo….
Marina MeleMi devo preoccupare del fatto che non ho più voglia di stare troppo con gli altri, rifiuto cene e casini e sto bene sola con i miei libri?????…sarò un 3 terrorizzato o molto saggio ed evoluto???
Mah!
SirenellaIo non concordo molto con quanto afferma Osho…siccome non ho mai letto nulla di suo, potrebbe essere un’affermazione molto parziale. credo sicuramente nella necessita’ di essere individui pieni e non meta’. Credo sicuramente che siamo soli durante tutto il nostro percorso di vita, e anche nel momento della morte (soli con Dio, almeno per me) ma sono altresi’ convinta che gli altri ci arricchiscano, che ne abbiamo bisogno per poter esperire il “donare” e il “ricevere” cose nuove mai pensate e mai provate altrimenti….del resto…forse e’ per questo che sono un 4 e non un 5 …:-) certo, gli eremiti campano bene e in pace…ma non e’ pur sempre una fuga dal bisogno che si ha degli altri?
Eleonora GrilloSire, quello che dice Osho è qualcosa che non ha niente a che vedere con l’isolamento, si tratta anche qui di qualcosa che la mente non può afferrare perchè si tratta di un’esperienza di Unità. Dove c’è unità non c’è un “Io” e un “Tu”. Per questo nel precedente post, scherzando, ho detto che sarete tutti invitati ma chi dirà “Io” sarà il guastafeste. E’ la fusione totale. E’ il Tutto. Per riprendere un esempio che spesso usa proprio Osho (ma non solo): “Quando la goccia entra nell’oceano diventa oceano essa stessa”. Nell’esperienza di cui parla Osho c’è pienezza, l’altro non c’è solo perchè non lo distinguo da me e non c’è un me perchè non mi distinguo dall’altro. E’ l’Unione totale col Tutto, o se preferisci, è l’unione totale con Dio. baci. ele
Eleonora GrilloCara Melinda, credo che tu non ti debba affatto preoccupare. Un po’ di solitudine non sempre fa male, basta non esagerare. Ogni tanto è necessario stare un po’ soli con se stessi, riflettere, meditare e ritrovarsi. Poi si parte di nuovo alla conquista del mondo. Chi non riesce a stare mai da solo, non credo che davvero sappia stare con gli altri. L’esistenza è fatta di luci e ombre, notte e giorno, inverno, estate e così via. Anche noi, ogni tanto abbiamo bisogno di ritirarci in solitudine, l’importante è sapere quando è il momento di tornare allo scoperto. Lo so, potresti obiettarmi che parlo così perchè sono un 5. Ma io non ti dico di esagerare come spesso fanno i 5. Ti dico che è bene stare un po’ da soli per poi ritornare ad apprezzare il piacere di stare insieme agli altri. un abbraccio grande. eleonora
Eleonora GrilloTra l’altro, cara Melinda, anche l’enneagramma ci dice che l’energia dell’universo (così come la nostra) si espande e si ritrae. Come vedi, è del tutto naturale. Stare sempre fuori, in mezzo agli altri denota un’incapacità a stare da soli ed in genere accade a chi ha paura di guardarsi veramente dentro. Stare nel mezzo, così come invita a fare il Budda. baci. ele
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